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IL DOLORE

Il dolore è una sensazione spiacevole, dovuta all’azione di un agente che compromette l’integrità somatica, suscitata dallo stato di sofferenza anatomica o funzionale di un organo.
La percezione del dolore è diversa da individuo ad individuo, ed anche una stessa persona può percepire il dolore in modo diverso in momenti diversi della propria vita.

CARATTERISTICHE CLINICHE DOLORE

Si possono distinguere diverse tipologie di dolore, ognuna con caratteristiche differenti.

Possiamo parlare in maniera generica di:

  • Dolore acuto;
  • Dolore cronico;

Il dolore acuto ha la funzione di avvisare l’individuo della lesione tissutale in corso ed è normalmente localizzato, dura per alcuni giorni e tende a diminuire con la guarigione.

Il dolore cronico è duraturo, spesso determinato dal persistere dello stimolo dannoso. Si accompagna ad una importante componente emozionale e psicorelazionale, limitando la performance fisica e sociale del paziente. E’ rappresentato soprattutto dal dolore che accompagna malattie ad andamento cronico (reumatiche, ossee, oncologiche, metaboliche, ecc.).

CAUSE

Diverse possono essere le condizioni o le lesioni che possono essere associate a dolore tra cui:

  • Artrite reumatoide: malattia infiammatoria cronica sistemica che colpisce le articolazioni sia piccole che grandi, queste diventano dolenti, tumefatte e vanno deformandosi con il tempo.
  • Artrosi: malattia dovuta all’usura e all’invecchiamento delle articolazioni, che colpisce soprattutto le sedi maggiormente sottoposte al carico, cioè le anche, le ginocchia e la colonna vertebrale; raramente può interessare anche le articolazioni di mani e piedi. I sintomi più comuni dell’artrosi possono essere il dolore, la rigidità e la limitazione nell’utilizzo dell’articolazione.
    • Borsite: condizione dolorosa che interessa le piccole sacche (o vescichette) ripiene di liquido, chiamate “borse”, che proteggono le articolazioni e anche altre parti anatomiche. Le borse si possono trovare tra ossa e tendini, ma anche fra diversi piani tendinei; in tal modo possono fungere da ammortizzatori naturali, rendendo fluido il movimento e assicurando la protezione delle diverse strutture interessate, che altrimenti andrebbero incontro a usura e traumi, scatenando infiammazione e dolore. Le borse più esposte al rischio di infiammazione possono essere quelle della spalla, del gomito, del ginocchio e dell’anca.

     

    • Condropatia rotulea o Condromalacia: è un disturbo che interessa la cartilagine posteriore della rotula. Chi soffre di questa patologia (principalmente soggetti che corrono su lunghe distanze, adolescenti, soggetti sovrappeso o obesi) presenta dolore e infiammazione a carico dell’articolazione del ginocchio. Il logoramento che provoca l’usura di questa cartilagine può avere diverse cause quali traumi, anomalie nella forma e/o nella posizione della rotula.
    • Distorsioni: è un danno a un’articolazione provocata da un trauma con allungamento o rottura dei legamenti. Le cause del trauma sono, perlopiù, dovute a movimenti bruschi di torsione e rotazione, solitamente durante una pratica sportiva o lavorativa. Caviglia, ginocchio e spalla possono essere, in ordine decrescente, le articolazioni più colpite da distorsione, anche se tutte le articolazioni del corpo possono essere interessate.
    • Contusioni: si tratta di una lesione delle parti molli dell’organismo, conseguente ad un urto forte dell’organismo contro un corpo estraneo, senza lacerazione della cute. L’azione traumatica determina un attrito dei tessuti e l’entità dell’effetto è quanto mai variabile, potendo andare dalla semplice ecchimosi (rottura di piccoli vasi sanguigni superficiali) o ematomi (se lo stravaso di sangue è più abbondante e più esteso) fino a lesioni muscolari, vascolari, nervose o viscerali. A seconda dell’entità del danno parliamo di contusioni superficiali che si limitano al sottocutaneo, e profonde, che si estendono anche ai tessuti e agli organi sottostanti.